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Toxoplasmosi

La toxoplasmosi è un'antropozoonosi ubiquitaria che interessa circa un terzo della popolazione mondiale.
L'agente eziologico è Toxoplasma gondii un protozoo parassita intracellulare obbligato.
Nel suo ciclo vitale sono presenti tre stadi tutti potenzialmente infettivi per l'uomo. L'ospite definitivo del protozoo, alle nostre latitudini, è il gatto nel cui intestino si compie la riproduzione sessuata che porta alla produzione di oocisti. Le oocisti vengono escrete con le feci durante la fase acuta dell'infezione per circa 21 giorni. Dopo la sporulazione, che avviene dopo 1- 20 giorni in rapporto alle condizioni di temperatura ed umidità ambientali, le oocisti divengono infettanti. Se ingerite dai mammiferi, liberano per azione dei succhi gastrici gli sporozoiti in esse contenuti che si trasformano nell'intestino in tachizoiti. Questi raggiungono per via ematogena tutti i tessuti dell'ospite dove si replicano molto velocemente causando una forte risposta infiammatoria e le eventuali manifestazioni cliniche della malattia (linfadenopatia, febbre, astenia).
Sotto la pressione del sistema immunitario, i tachizoiti si trasformano in bradizoiti che rimangono vitali per tutta la vita dell'ospite all'interno di cisti tissutali presenti nel sistema nervoso e nella sua muscolatura scheletrica e cardiaca. I bradizoiti, sono morfologicamente identici ai tachizoiti , ma si moltiplicano più lentamente. I bradizoiti possono trasformarsi di nuovo in tachizoiti e causare una riattivazione dell'infezione nei pazienti immunodepressi. In questi casi si manifesta una pericolosa forma cerebrale.
Le cisti e le oocisti costituiscono la fonte di infezione alimentare per l'ospite intermedio e definitivo, ma possono essere inattivate dal calore. Il congelamento sembra ridurre il numero di cisti infettanti ma non le inattiva completamente.
Durante la gravidanza i tachizoiti possono essere trasmessi dalla madre al feto per via transplacentare. La toxoplasmosi viene contratta soprattutto attraverso l'ingestione di carne cruda o poco cotta contenente cisti tissutali, oppure attraverso l'ingestione di acqua, frutta, verdura, molluschi o il contatto con terra contaminata da oocisti.
Se l'infezione viene contratta da donne in gravidanza (in funzione del trimestre di gestazione) possono verificarsi sia l'aborto che il parto prematuro e i nati che sopravvivono possono presentare lesioni neurologiche permanenti.
Il gatto, ospite definitivo di questo parassita, è l'unico animale in cui il parassita può completare il ciclo biologico e quindi l'unico animale ad emettere oocisti infettanti con le feci. Tuttavia la maggior parte delle persone oggi contrae la toxoplasmosi consumando carne poco cotta o cibo contaminato. Gli animali da reddito spesso ingeriscono feci di gatto mentre pascolano, gli onnivori come i suini possono contrarre l'infezione anche ingerendo carne di roditori o uccelli contaminati dalle oocisti incistate nel tessuto muscolare.
Qualora il vostro gatto fosse infetto, emette le oocisti per circa tre settimane. Sebbene possano verificarsi recidive questa evenienza è rara e l'esposizione ripetuta al parassita, in genere, non provoca una ulteriore emissione di oocisti. I soggetti FELV e/o FIV positivi o con sistema immunitario compromesso possono riprendere a eliminare oocisti con le feci. I gatti che si trovano nella fase di emissione attiva delle oocisti hanno raramente diarrea e le feci normali formate (solide) del gatto, di solito, generalmente non permangono sul mantello del gatto abbastanza a lungo da permettere la sporulazione delle oocisti. Inoltre il gatto è veramente un animale pulito che si pulisce con particolare cura subito dopo la defecazione, eliminando così il pericolo. E' possibile effettuare, attraverso un piccolo prelievo di sangue, un test per sapere se il proprio gatto ha contratto l'infezione ed è quindi un potenziale eliminatore del parassita. I gatti negativi non sono mai venuti in contatto con il parassita e non possono quindi in alcun modo trasmetterlo purché vengano tenuti al riparo da un possibile contagio.
La donna in gravidanza negativa alla toxoplasmosi, quindi, dovrà evitare ogni contatto con le feci del gatto facendo cambiare a qualcun altro la lettiera igienica. Ricordiamo comunque che le oocisti, se emesse con le feci del gatto, necessitano di almeno 24 ore a temperatura ambiente per diventare infettanti. Perciò la rimozione giornaliera delle feci e il loro smaltimento sono sufficienti a prevenire l'infezione. Naturalmente è sempre necessario lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone dopo aver toccato la lettiera usata (regole di buon senso e di normale igiene). Ripetiamo che la possibilità di contrarre la toxoplasmosi con l'ingestione di carne poco cotta è di gran lunga superiore di quella di contrarre l'infestazione dal proprio gatto. Pertanto la donna negativa dovrà indossare guanti durante i lavori di giardinaggio, lavare sempre accuratamente le verdure e la frutta così da eliminare tutta la terra, essere molto scrupolosa riguardo alla pulizia (mani, utensili della cucina, superfici, taglieri ecc...) nel maneggiare carne cruda durante e dopo la sua preparazione per evitare il passaggio delle oocisti dalla carne alla bocca. La carne, la frutta e la verdura sottoposte a cottura sono esenti da qualsiasi rischio.
Per evitare che il proprio gatto venga infestato da Toxoplasma dovrà essere alimentato solo con cibi industriali o altri cibi solo se cotti, non dovrà mai essere somministrata carne cruda o pollame, visceri od ossa. Il gatto va tenuto in casa per evitare che vada a caccia o venga in contatto con cibi infetti.
Per saperne di più: http://www.neonatologia.it/upload/723_TOXOPLASMA_GONDII_Aprile_2012

 

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