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FIP

La Peritonite Infettiva Felina è una malattia che colpisce solo i gatti ed è sostenuta da un Coronavirus. All'inizio si pensava che il virus della FIP fosse diverso dal coronavirus enterico, FECV, spesso causa di diarrea nei gattini, credendo quest'ultimo confinato solo all'intestino. Studi successivi dimostrarono che la FIP si sviluppa nel 10% dei gatti sieropositivi per il coronavirus a causa di una mutazione del virus all'interno del gatto.
Molti gatti che vivono o provengono da ambienti sovraffollati sono infetti con Coronavirus. La percentuale di gatti sieropositivi è: 82% mostre feline, 53% gatti di razza, 28% gatti domestici in ambienti affollati, 15% gatti domestici che vivono da soli.
La trasmissione avviene per via oro-fecale e il virus si replica nelle cellule epiteliali faringee, respiratorie e intestinali. Questa fase può essere asintomatica o dare sintomi enterici. La maggior parte dei gatti elimina il virus e non svilupperà mai la FIP. In alcuni casi si sviluppa viremia (il virus entra nel circolo sanguigno). Gli anticorpi si legano al virus formano immunocomplessi che si depositano sulle pareti dei piccoli vasi determinando vasculite immunomediata. A questo punto possono instaurarsi due situazioni cliniche differenti.
1. Se vengono coinvolti molti vasi sanguigni, si forma un essudato ricco di proteine all'interno delle cavità corporee (cavità pleurica, cavità peritoneale, sacco pericardico...): forma effusiva o "umida".
2. Se il coinvolgimento dei vasi è limitato, il decorso della malattia è più cronico e si instaura una forma piogranulomatosa che può interessare diversi tessuti: forma non effusiva o "secca". Quest'ultima è molto più complicata da diagnosticare per i segni clinici comuni aspecifici.
I test sierologici per la ricerca degli anticorpi del virus non sono sempre diagnostici ma vanno interpretati in base alla situazione clinica e al risultato di altri esami ematici, citologici ed ecografici.
L'esame istologico permette una diagnosi definitiva.
Purtroppo la malattia ha prognosi infausta. I gatti con la forma effusiva possono sopravvivere da giorni a settimane; alcuni di questi possono, in seguito alla risoluzione del versamento, sviluppare la forma non effusiva. Questa forma permette la sopravvivenza per mesi e anche anni se diagnosticata precocemente.
La terapia è fondamentalmente sintomatica e negli ultimi anni si stanno tentando terapie immunomodulatrici per consentire ai gatti malati una buona qualità di vita.

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