Login
Main menu

FIV

Il Virus dell'Immunodeficienza Felina è un retrovirus comune ai gatti di tutto il mondo.
L'infezione è più comune nei gatti maschi, di media età, che hanno accesso all'esterno. Il virus si ritrova nella saliva, nel sangue e in altri fluidi corporei. La via di trasmissione è prevalentemente attraverso i morsi.
I gatti che si espongono a lotte territoriali sono maggiormente a rischio di infezione, per questo si consiglia di castrare i gatti maschi. La trasmissione da madre a feto può avvenire.
Il virus, una volta penetrato nell'organismo, si replica rapidamente nel tessuto linfoide e questo può causare febbre, malessere e linfoadenopatia oppure non dare segni clinici evidenti (fase acuta). La maggior parte dei gatti passa ad una fase asintomatica e resta sana per un periodo indefinito durante il quale il virus continua la sua replicazione e, di conseguenza, provoca immunosoppressione (riduzione delle funzioni del sistema immunitario). Il gatto può diventare malato terminale a causa di infezioni opportunistiche, sindromi da consunzione o neoplasie.
Le difese immunitarie di un soggetto positivo sono molto ridotte e quindi è più facile che contragga infezioni secondarie e ha un rischio maggiore di sviluppare neoplasie, dato che il sistema immunitario ha anche un'attività di sorveglianza antitumorale.
I segni clinici dell'infezione da FIV sono molto simili a quelli da FeLV (Virus della Leucemia Felina); è importante differenziare le infezioni poiché la prognosi è diversa.
Si effettua un test su sangue alla ricerca di anticorpi contro il virus. E' importante sapere che dopo essere entrato in contatto con il virus, gli anticorpi sono presenti in circolo dalla 12 settimana post-infezione e che nei gattini, nati da madri infette, è possibile rilevare gli anticorpi materni fino alla 16 settimana di età (per questo si consiglia il test a un'età maggiore).
Alcuni gatti infetti non hanno anticorpi rilevabili o per infezione precoce (da meno di 12 settimane), o per collasso finale del sistema immunitario, o per mancanza assoluta o relativa di anticorpi, o per incapacità del test di identificare gli anticorpi. In questi casi si può utilizzare la PCR, particolare esame del sangue che rileva parti del virus.
Per ridurre la trasmissione del virus è necessario castrare i gatti maschi e sterilizzare le femmine in età prepubere per evitare lotte territoriali e accoppiamenti. Consigliamo sempre il test per rilevare eventuali positività e fare in modo che i soggetti positivi non entrino in contatto con altri.
Da tenere in considerazione che un soggetto infetto che vive in casa ha buone possibilità di vivere bene e a lungo perché mancano tutti gli effetti stressanti di una vita randagia come trovare un riparo, del cibo ecc. Inoltre, l'occhio attento di un proprietario può accorgersi del sopraggiungere di patologie correlate, come gengiviti, stomatiti, ecc., così da intervenire repentinamente.

back to top