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La tartaruga

La tartaruga

L’ordine Testudines o Chelonia , che comprende le tartarughe, è diviso in due sottordini, Pleurodira e Cryptodira.

Nella prima, il collo viene piegato di lato e non retratto nella corazza, il cinto pelvico non è libero ma fuso con la corazza. Nei Cryptodira, il collo, e la testa vengono retratti nella corazza.

I cheloni, come tutti i rettili, mantengono costante la loro temperatura corporea utilizzando come fonte di calore il sole. Sono animali con un ridotto bisogno di calore. In genere la temperatura ideale è tra i 20 ed i 38 gradi centigradi.

In cattività è necessario fornire adeguate condizioni ambientali di vita ed una corretta alimentazione. Il terrario deve rappresentare una copia in miniatura del loro ambiente naturale. La dimensione minima è di dieci volte la loro lunghezza naturale ed è necessario se il terrario è al chiuso fornire una fonte di calore artificiale con lampade simulando una condizione giorno-notte. È necessario rispettare il fotoperiodo e non utilizzare una fonte luminosa per il riscaldamento notturno. Pannelli radianti e materassini possono essere utilizzati per riscaldare il fondo del terrario per sostituire durante le ore notturne la lampada diurna. Dobbiamo fare attenzione a non metterli a contatto diretto con l’animale per evitare ustioni. All’interno dei terrari le lampade forniscono durante il giorno sia la fonte luminosa che di calore. La maggior parte delle specie richiede anche una fonte di raggiUVB necessari alla sintesi di vitamina D3 endogena indispensabile per l’assimilazione del calcio. Le lampade UVB vanno sostituite ogni 6-12 mesi. Devono essere poste vicino alla fonte di calore e vanno collocate a breve distanza dal rettile. Non devono essere usate di notte per evitare di disturbare il fotoperiodo. Come substrato del terrario è preferibile utilizzare i semplici fogli di quotidiano, qualsiasi trucciolato o terriccio è inadatto perché può essere ingerito. È importante collocare casette o zone di riparo per dare protezione all’animale. Le tartarughe devono avere la possibilità di bere immergendo tutto il corpo nell’acqua, che va sempre tenuta pulita.

Le tartarughe terrestri dei climi temperati e nella bella stagione, possono essere tenute all’aperto se il clima lo consente . la qualità della vita è sicuramente migliore che nei terrari perché l’alimentazione è spontanea e naturale e ricevono una esposizione diretta alla luce solare. È indispensabile però che luogo a disposizione sia recintato per evitare aggressioni da parte di altri animali e per prevenire incidenti (automobili e tagliaerba). Devono avere a disposizione un riparo e dell’acqua.

Le tartarughe semiacquatiche: l’habitat ideale è rappresentato da un laghetto all’aperto con un adeguato ricambio dell’acqua, di una zona al di fuori dell’acqua dove gli animali possono sostare e prendere il sole e di una zona riparata dove deporre le uova. L’acqua deve essere adeguatamente riscaldata e mantenuta ad una temperatura che può variare dai 20- 25 gradi. La profondità dell’acqua per le giovani tartarughe non deve superare i 5 cm, mentre per le più grandi deve essere pari almeno alla lunghezza del carapace.

Le tartarughe dei climi temperati sia acquatiche che terrestri, durante l’inverno vanno in letargo perché non potrebbero sostenere le proprie attività metaboliche al diminuire delle temperature ambientali. Il letargo ha un’azione benefica perché sincronizza il ciclo riproduttivo, durante tale periodo, l’attività metabolica e quella immunitaria sono fortemente ridotte per cui si deve permettere di entrare in letargo solamente individui in ottime condizioni di salute. L’assunzione del cibo deve finire 3-4 settimane prima dell’inizio del letargo negli animali di taglia media, due settimane prima in quelli più piccoli. Gli alimenti che rimangono nel tratto gastroenterico durante il letargo non vengono assimilati e vanno in putrefazione con conseguenze letali. La temperatura ambientale del letargo non deve scendere al di sotto dei 5 gradi. Temperature al di sopra degli 11 gradi portano invece ad un consumo metabolico eccessivo ed ad un risveglio anticipato dell’animale. Il letargo al chiuso avviene utilizzando dei contenitori con all’interno fieno o carta ad una temperatura controllata mentre quello all’aperto nella normalità le tartarughe mediterranee riducono in maniera graduale l’alimentazione all’avvicinarsi dell’autunno fino a cessare del tutto di alimentarsi alcune settimane prima di entrare in letargo. Inizia così a scavare una buca isolandosi dal gelo esterno. I rischi del letargo all’aperto è l’eventuale attacco da parte di predatori come topi. La situazione ideale tra i due sistemi, è lasciare che l’animale vada spontaneamente in letargo in un rifugio costruito all’aperto ma protetto da un recinto ed isolato termicamente. Per le tartarughe semiacquatiche il letargo è facoltativo. Al momento del risveglio, la cosa più importante è ripristinare l’idratazione , va posto in prossimità dell’animale un contenitore con acqua tiepida a disposizione. Normalmente riprende a mangiare entro una settimana dal risveglio. Se l’animale durante il letargo avesse perso più del 10% del peso corporeo è consigliato effettuare un visita dal veterinario.

Alimentazione carnivora: sono normalmente tartarughe semiacquatiche. La maggior parte è piscivora. Deve essere il più varia possibile, come piccoli pesci interi e invertebrati ma anche mangime per trote e pesci rossi. Il mangime in pellet per tartarughe rappresenta una valida alternativa.

Alimentazione vegetariana: sfruttano la fermentazione della fibra nel colon per ottenere sostanze nutritive ed energia. La loro dieta deve contenere elevate quantità di fibra e moderate quantità di proteine e pochi grassi. La dieta ideale consiste in erbe e piante di foraggio come erba medica, tarassaco e verdure integrate come cicoria e radicchio. I mangimi commerciali vanno valutati con attenzione perché non devono contenere proteine di origine animale, devono avere pochi carboidrati e contenere tanta fibra.

Alimentazione onnivora: i cheloni onnivori sono un gruppo eterogeneo con esigenze alimentari diverse. Nella maggior parte dei casi, gli alimenti di origine animali devono essere minimi, come pesciolini, insetti, larve, grilli, chiocciole. I soggetti più grandi anche topi. I vegetali vanno scelti tra quelli più ricchi in calcio come cicoria, tarassaco e radicchio.

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